GITE GIORNALIERE

Mese di riferimento: Gennaio 2021

Durata:

Le Meraviglie di
Palazzo PITTI

 
SABATO 16 GENNAIO: Raduno dei Partecipanti e partenza in Pullman GT per FIRENZE.
Arrivo e breve passeggiata per raggiungere Palazzo Pitti, splendida Reggia cittadina per le dinastie che regnarono sulla Toscana. Ingresso e visita delle 3 sezioni principali del Palazzo/Museo, uno dei capolavori del rinascimento fiorentino.                                                                                                          Visita con guida esperta d’arte e auricolari per conoscere il più celebre Palazzo cittadino, da sempre simbolo della ricchezza dei Medici e dei loro successori
Al termine pranzo libero e pomeriggio a disposizione per immergersi nel fascino del centro storico. Rientro in sede con arrivo previsto in serata.
PALAZZO PITTI - Acquistato nel 1550 da Cosimo I de’Medici e dalla moglie Eleonora di Toledo per trasformarlo nella nuova Residenza Granducale, Palazzo Pitti diventò ben presto il simbolo del potere consolidato dei Medici sulla Toscana. Reggia di altre due dinastie, quella degli Asburgo-Lorena (successori dei Medici dal 1737) e dei Savoia, che lo abitarono in veste di Reali d'Italia dal 1865, Palazzo Pitti porta ancora il nome del suo primo proprietario, il banchiere fiorentino Luca Pitti, che alla metà del Quattrocento lo volle edificare – forse su disegno di Brunelleschi – al di là dell’Arno, ai piedi della collina di Boboli.                                                                                                                             La Galleria PALATINA e gli Appartamenti Reali ed Imperiali occupano l’intero piano nobile di Palazzo Pitti. La fastosa Quadreria fu istituita tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento dai Lorena, che collocarono nelle sale di rappresentanza circa 500 opere scelte tra i capolavori delle principali collezioni medicee. Si tratta di una collezione straordinaria, che comprende la maggior concentrazione di opere al mondo di Raffaello, nonché dipinti di Tiziano, Tintoretto, Caravaggio e Rubens. I quadri, nelle loro sontuose cornici, coprono completamente le pareti delle sale, arricchite dalla presenza di sculture, vasi e tavoli di pietre dure secondo il modello proprio delle quadrerie seicentesche.  La stupefacente serie di affreschi realizzati da Pietro da Cortona per Ferdinando II de’ Medici tra 1640 e 1647 nelle cosiddette "Sale dei Pianeti", accresce il fascino della visita in Galleria, dove ogni opera d’arte è valorizzata con gli arredi.                                                                                                                                                      La Galleria d’ARTE MODERNA è situata negli ambienti un tempo residenza dei Lorena, al secondo piano di Palazzo Pitti, da cui si può godere una magnifica vista sia su Firenze che sul Giardino di Boboli. Le sue collezioni di sculture e pitture spaziano dalla fine del Settecento fino ai primi decenni del Novecento. Nelle sontuose sale, già residenza dei granduchi lorenesi, sono esposte opere appartenenti al Neoclassicismo, al Romanticismo e l’importante nucleo di pittura della scuola dei Macchiaioli, in larga parte provenienti dalle raccolte di Diego Martelli. L'itinerario ottocentesco si conclude con espressioni del decadentismo, simbolismo, postimpressionismo, divisionismo. Tra i vari artisti presenti si segnalano F. Hayez, S. Lega, T. Signorini, G. Fattori, C. Pissarro, M. Rosso.                                                                                                                              Il TESORO dei Granduchi (già noto come "Museo degli Argenti") è situato al piano terreno e al mezzanino di Palazzo Pitti, occupando gli ambienti di quello che fu l’Appartamento d’estate della famiglia Medici. Le pareti, interamente affrescate in occasione del matrimonio fra Ferdinando II de' Medici e Vittoria della Rovere (1637), sono uno fra i primi esempi del quadraturismo e dello “sfondato” presenti a Firenze. Vi si conserva il prezioso "Tesoro dei Medici": vasi in pietre dure, cristalli di rocca, ambre e avori. Gli argenti provengono dal cosiddetto “Tesoro di Salisburgo” cioè dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo portate a Firenze da Ferdinando III di Lorena. Il Museo conserva inoltre un’importante collezione di gioielli realizzata tra il XVII e il XX secolo ed una significativa sezione dedicata al gioiello contemporaneo.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE   € 50
Incluso ingressi e guida esperta d’arte intera giornata con auricolari
 
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